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Pubblicità per architetti: cosa si può fare, cosa dice la deontologia e quali canali usare
· 9 min di lettura · Redazione Progettisti Profittevoli

In breve
- Un architetto può fare pubblicità con ogni mezzo: lo prevede l'articolo 4 del DPR 137/2012, purché si tratti di pubblicità informativa.
- La pubblicità deve essere funzionale, veritiera e corretta, rispettare il segreto professionale e non essere equivoca, ingannevole o denigratoria.
- Foto dei progetti e recensioni sono gli strumenti più forti, ma richiedono il consenso del cliente e devono essere autentiche.
- Anche chi non è iscritto a un albo, come molti interior designer, deve rispettare le regole del Codice del consumo sulla pubblicità ingannevole.
- Il canale giusto dipende da come ti cercano i clienti: Scheda Google e sito per chi cerca, social e Meta Ads per farsi conoscere, Google Ads per intercettare la domanda.
Per molti professionisti la parola pubblicità suona ancora come qualcosa di poco elegante, quasi vietato. Non è così: da oltre dieci anni la legge consente agli architetti di promuovere la propria attività con qualsiasi mezzo, a condizione di farlo in modo corretto. Il problema, per la maggior parte degli studi, non è cosa si può fare, ma come farlo senza sembrare un'impresa qualsiasi e senza sprecare budget.
In questa guida vediamo cosa prevede la norma, quali limiti pone la deontologia, come usare foto e recensioni in sicurezza e quali canali hanno senso per pubblicizzare uno studio di architettura o di interior design. Non è una consulenza legale: per i casi specifici il riferimento resta il tuo Ordine.
Un architetto può fare pubblicità?
Sì. L'articolo 4 del DPR 137/2012 ammette «con ogni mezzo» la pubblicità informativa sull'attività professionale, sulle specializzazioni, sui titoli posseduti, sulla struttura dello studio e sui compensi richiesti per le prestazioni.
«Con ogni mezzo» significa che non esiste un elenco di canali permessi: sito, social, annunci online, cartelloni, riviste, eventi sono tutti ammessi. Quello che conta è il contenuto del messaggio, non il canale su cui viaggia. La riforma delle professioni del 2012 ha reso esplicita una libertà che prima molti consideravano incerta, e il Consiglio Nazionale degli Architetti l'ha illustrata nelle sue guide alla riforma.
Quali limiti pone la legge alla pubblicità di uno studio?
La pubblicità deve essere funzionale all'oggetto, veritiera e corretta, non deve violare il segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria. Sono i limiti fissati dallo stesso articolo 4 del DPR 137/2012.
La violazione di queste regole costituisce illecito disciplinare e, in più, può integrare una violazione del Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) e della disciplina sulla pubblicità ingannevole e comparativa (D.Lgs. 145/2007). In pratica: un messaggio scorretto può costarti sia davanti all'Ordine sia davanti alle autorità che tutelano i consumatori.
Dal 2 dicembre 2024 è in vigore il nuovo Codice deontologico approvato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che dedica articoli specifici a lealtà, correttezza e verità. Prima di lanciare una campagna conviene leggere il testo vigente sul sito del CNAPPC o del tuo Ordine provinciale: le indicazioni locali possono aiutare nei casi dubbi.
Pubblicità informativa: sì e no
Messaggi corretti
- Servizi offerti, zona servita e modalità di lavoro
- Specializzazioni e titoli realmente posseduti
- Progetti realizzati, con il consenso del cliente
- Recensioni autentiche di clienti reali
- Compensi o modalità di calcolo, se scegli di indicarli
Messaggi da evitare
- Promesse di risultati certi o tempi garantiti
- Titoli o specializzazioni non posseduti
- Confronti denigratori con altri studi
- Progetti altrui presentati come propri
- Dati dei clienti o dettagli coperti da riservatezza
Posso pubblicare le foto dei progetti e le recensioni dei clienti?
Sì, ma con il consenso del cliente e nel rispetto della sua riservatezza. Le foto di una casa privata raccontano molto di chi ci vive: chiedi l'autorizzazione per iscritto, meglio se già nel contratto, e concorda cosa si può mostrare e cosa no.
Lo stesso vale per i nomi: puoi indicare la città o il quartiere senza indirizzo, oppure descrivere il progetto senza dati identificativi. Se il progetto è stato realizzato insieme ad altri professionisti, citarli è una questione di correttezza oltre che di trasparenza.
Le recensioni sono uno degli strumenti più efficaci, proprio perché non parli tu. Devono però essere vere: niente recensioni scritte da amici, niente testi «aggiustati». Un processo semplice per chiederle ai clienti soddisfatti lo trovi nella guida su come chiedere recensioni ai clienti.
E gli interior designer non iscritti a un albo?
Le regole deontologiche degli architetti valgono per gli iscritti all'albo. Un interior designer non iscritto non è soggetto al codice dell'Ordine, ma resta soggetto alle norme generali sulla pubblicità ingannevole e sulla tutela dei consumatori.
In concreto le indicazioni sono le stesse: non usare titoli che non hai (per esempio presentarti come «architetto» se non sei iscritto all'albo), non promettere ciò che non puoi garantire, mostra progetti tuoi e recensioni autentiche. La credibilità, per chi lavora sugli interni, è il primo argomento di vendita.
Quali canali usare per pubblicizzare uno studio di architettura?
Il canale giusto dipende da cosa fa il tuo cliente in quel momento: se sta già cercando un professionista servono Scheda Google, sito e Google Ads; se non ti conosce ancora servono social, Meta Ads, eventi e passaparola organizzato.
Conviene ragionare in due famiglie. I canali di domanda intercettano chi ha già un bisogno e lo sta cercando. I canali di notorietà fanno conoscere lo studio a persone che potrebbero avere un progetto nei prossimi mesi. Uno studio che usa solo i secondi rischia di avere molti like e poche richieste; uno studio che usa solo i primi dipende dalla concorrenza della propria zona.
| Canale | A cosa serve | Quando conviene |
|---|---|---|
| Scheda Google (Google Business Profile) | Farsi trovare da chi cerca nella tua zona | Sempre, è il primo passo |
| Sito con pagine servizio | Spiegare cosa fai e raccogliere richieste | Sempre, è la base di tutti gli altri canali |
| Instagram e Facebook | Mostrare progetti, processo e persone | Se il tuo cliente sceglie anche per estetica |
| Meta Ads | Raggiungere persone in zona con un progetto in vista | Quando hai un'offerta chiara e una landing page |
| Google Ads | Intercettare chi cerca già il tuo servizio | Quando esistono ricerche per i tuoi servizi nella zona |
| Cartello di cantiere | Rendere visibile il lavoro nel quartiere | Su ogni cantiere, con un design curato |
| Eventi e showroom | Creare fiducia di persona | Con partner coerenti, come aziende d'arredo o imprese |
Da dove partire con un budget limitato?
Parti dai canali gratuiti che lavorano sulla domanda: Scheda Google completa, sito con pagine per ogni servizio e un portfolio raccontato. Solo dopo ha senso investire in annunci, perché ogni campagna porta le persone proprio lì.
Esempio ipotetico: uno studio appena aperto che lavora su ristrutturazioni di appartamenti potrebbe dedicare il primo periodo a scheda Google, tre pagine servizio e cinque progetti ben descritti, poi testare una piccola campagna locale su Meta verso una landing page con domande filtro, misurando quante richieste diventano sopralluoghi.
L'ordine che consigliamo
- 1
Fondamenta
Posizionamento chiaro, scheda Google e sito con pagine servizio.
- 2
Prova
Portfolio raccontato e prime recensioni autentiche.
- 3
Presenza
Social con un ritmo sostenibile: progetti, processo, persone.
- 4
Spinta
Campagne Meta o Google verso una landing page dedicata.
- 5
Misura
Richieste, sopralluoghi e contratti, canale per canale.
Come ti aiutiamo a pubblicizzare lo studio
Se vuoi approfondire i singoli canali, abbiamo scritto guide su Meta Ads per architetti, Google Ads per architetti e interior designer e sulla Scheda Google dello studio.
Nel servizio Advertising impostiamo campagne, creatività e landing page nel rispetto delle regole della professione, con messaggi informativi e verificabili. Se vuoi capire quali canali hanno senso per il tuo studio, raccontaci il tuo progetto.
Domande frequenti
Un architetto può indicare i prezzi nella pubblicità?
Sì: l'articolo 4 del DPR 137/2012 include i compensi richiesti tra i contenuti ammessi. Le informazioni devono però essere chiare, veritiere e non ingannevoli, e resta l'obbligo di un preventivo scritto all'incarico.
Le sponsorizzate su Instagram sono permesse agli architetti?
Sì, la norma consente la pubblicità informativa con ogni mezzo. Il contenuto dell'annuncio deve rispettare gli stessi limiti di qualsiasi altro messaggio: veritiero, corretto, non equivoco né denigratorio.
Serve l'autorizzazione dell'Ordine per fare pubblicità?
Non è prevista un'autorizzazione preventiva generale. Nei casi dubbi conviene comunque consultare il Codice deontologico vigente e chiedere un parere al proprio Ordine provinciale.
Posso usare render nelle pubblicità dello studio?
Sì, se è chiaro che si tratta di render e non di lavori realizzati. Presentare un'immagine generata o di progetto come opera finita sarebbe un messaggio equivoco.
Quale canale porta più clienti a uno studio di architettura?
Non esiste un canale migliore in assoluto: dipende dalla zona, dai servizi e dal cliente ideale. Per la maggior parte degli studi la base resta Scheda Google, sito e passaparola organizzato.



